FocusOn: Gardaland Mammut
Scritto da Administrator   
venerdì 28 marzo 2008
mammut
Si chama Mammut il nuovo roller coaster di Gardaland.
Con tema artico e con i suoi 5000 mq di estensione è il roller coaster più grande d'Italia. Ma che mammut è? - vi starete chiedendo - Ebbene, questo è il nuovo Mammut di Gardaland. Prodotto dall’olandese Vekoma – azienda leader nelle costruzioni di grandi attrazioni – Mammut è il family rollercoaster più grande d’Italia, un intricato percorso a bordo di un trenino delle miniere con 16 repentine variazioni di direzione ed una pendenza massima del 48%.........




Occupa un'area di 5.000 mq, è lungo oltre 1.000 metri e pesa più di 500.000 kg!

Mammut 3 Ma che mammut è? - vi starete chiedendo - Ebbene, questo è il nuovo Mammut di Gardaland. Prodotto dall’olandese Vekoma – azienda leader nelle costruzioni di grandi attrazioni – Mammut è il family rollercoaster più grande d’Italia, un intricato percorso a bordo di un trenino delle miniere con 16 repentine variazioni di direzione ed una pendenza massima del 48%. Per restare in piedi ha bisogno di 1.672 bulloni, più ulteriori 3.600 bulloni sulle giunture del binario. Questo gigante, vero e proprio concentrato di tecnologia, è costato la bellezza di 15 milioni di euro, un grande investimento per una grande attrazione che, al parco, non si vedeva dai tempi di Fuga da Atlantide.

L’imponente scenografia, realizzata dall’Art Department del parco, guidato dal bravissimo Valerio Mazzoli, si ispira al mondo polare artico.

mammut 2 Ci troviamo alla fine degli anni ’40, quando una spedizione di scienziati, nel corso di alcuni scavi archeologici al polo, casualmente si imbatte in un fantastico esemplare di mammut perfettamente conservato dal rigore del gelo.
Il luogo del ritrovamento si trova in una zona montana impervia: è stato necessario costruire, in condizioni molto difficili se non estreme, uno speciale treno atto a trasportare materiali e studiosi sul luogo del ritrovamento.
Ma il colpo di scena è dietro l’angolo: durante i lavori di scavo l’animale, ormai estinto da secoli, misteriosamente si è risvegliato dal suo millenario sonno.
E’ proprio questa l’emozione che sarà assaporata dai visitatori del parco: una missione in ambiente polare, la partenza dal campo base con il treno dei ricercatori che si avventura nei meandri ghiacciati della zona del ritrovamento.

Il parco ha colto l’occasione di questa inaugurazione per portare alcuni ospiti d’eccezione quali: Valerio Massimo Manfredi, romanziere e studioso del mondo antico, Gianluca Frinchillucci, esperto delle ricerche polari artiche ed Alexei Tikhonov, lo zoologo russo che sogna di riportare in vita i mammut.

Valerio Massimo Manfredi, noto autore e conduttore del programma “Stargate. Linea di confine” di La7, ha condotto, con lo spirito dell’archeologo e del ricercatore, la conferenza stampa.

Gianluca Frinchillucci, direttore del Museo polare etnografico“Silvio Zavatti” e dei musei scientifici del comune di Fermo, ha portato la sua testimonianza di ricercatore nelle zone artiche. In particolar modo ha voluto evidenziare le condizioni di vita nella penisola di Yamal, in Siberia.
La zona di Yamal, nonostante offra condizioni climatiche molto difficili, è abitata da insediamenti umani con caratteristiche e curiosità uniche nel proprio genere. Fra loro i cosiddetti “allevatori di renne”, raggiunti da Frinchillucci nel 2005, insieme a Luciana Vagge Saccorotti, studiosa specialista dei popoli del Nord russo-siberiano.
Tale spedizione, nonostante sia stata condotta in una zona in cui l’allevamento della renna non ha eguali, per numero di capi, ha messo in evidenza la situazione critica in cui questa antica tradizione si trova a causa dell’intensivo sfruttamento del territorio, autentica riserva di idrocarburi. Tale sfruttamento porta inesorabilmente alla riduzione drastica dei pascoli e quindi al mezzo di sostentamento primario delle popolazioni.
Gli studi di Frinchillucci si inseriscono nell’ “International Polar Year (IPY)”: il grande programma scientifico incentrato sullo studio dell’Artide e dell’Antartide - che si svolge dal marzo 2007 al febbraio 2009 – e che include più di 200 progetti con la partecipazione di scienziati di circa 60 nazioni.

Mammut 4 Alexei Tikhonov, direttore del Museo Zoologico e Vice Direttore dell’Accademia russa di Scienze Zoologiche, è coinvolto in 3 importanti progetti collegati al DNA di animali e piante estinte provenienti dal permafrost.
Già dal 18° secolo il terreno ghiacciato della Siberia (permafrost) è stato l’unica eccezionale fonte di ritrovamento di reperti fossili: il Mammut è uno dei più impressionanti esempi dell’Era Glaciale.
Soltanto nel 1977 è stato scoperto in Siberia, vicino alla costa del Pacifico, l'intero corpo di un Mammut. Si tratta del cucciolo maschio di un Mammut chiamato Dima. I Mammut adulti non sono così ben conservati come i loro piccoli.
Nessuno si sarebbe aspettato che nuovi ritrovamenti di cuccioli di Mammut sarebbero presto avvenuti.

- Nel 1988, sulla penisola di Yamal (vicino agli Urali) è stato ritrovato un fossile femmina chiamata Masha;

- nel 1991 sono state rinvenute alcune parti di un neonato Mammut sul fiume Indigirka nella Yakutia;

- nel 2004 una prima sezione di un Mammut di anno e mezzo è stato portato alla luce vicino al luogo del ritrovamento di Dima;

- Nel 2007, infine, ecco una nuova scoperta: il corpo completo di un’esemplare femmina di 5 mesi denominata Lyuba.

mammut 8 Tutti questi reperti portano con sé moltissime informazioni non solo per quanto riguarda la morfologia e la forma del Mammut ma anche sull’ambiente e sul clima dell’Era Glaciale.
Gli ultimi reperti sono ancora congelati in apposite celle frigorifere e forniranno esclusive informazioni ai genetisti, ai microbiologi e ad altri scienziati che tentano di rigenerare i Mammut e riportarli in vita in Siberia.

Enrico Mocci

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